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25-07-2018

L'acciaieria passa a Jindal in 1500 torneranno al lavoro

Il Tirreno (ed. Livorno), 25 Luglio 2018


Piombino ha di nuovo un futuro di acciaio. Lo stabilimento, secondo sito siderurgico
italiano dietro solo all'Ilva di Taranto, è stato acquistato dal colosso Jsw Steel, che fa capo al magnate indiano Sajjan Jindal. Ieri negli uffici del ministero dello Sviluppo economico è stato firmato finalmente il passaggio di proprietà e archiviata l'esperienza della Cevital dell'algerino Issad Rebrab che, dopo una serie di promesse, ha lasciato la fabbrica siderurgica in un limbo, con i 2 mila lavoratori a casa per la paralisi del ciclo produttivo. L'acquisto, per una cifra tra i 73 e 75 milioni di euro secondo fonti vicine al dossier, è avvenuta contestualmente alla firma dell'accordo di programma tra le istituzioni e la nuova proprietà, con la
quale sono stati fissati i paletti per una ripresa rapida della produzione e per il rilancio di un territorio da anni rimasto al palo.Il piano di Jindal punta nel breve periodo a rimettere in moto quanto prima i treni di laminazione (l'azienda parteciperà alla gara indetta da Rfi per la fornitura di un'importante partita di rotaie) e nel lungo periodo (entro il 2025) alla realizzazione di due-tre forni elettrici che dovrebbero spingere la produzione piombinese fino a un massimo di 3 milioni di tonnellate annue di acciaio, con la possibilità di produrre anche coils. Ma quel che interessa di più alla città è l'occupazione: il piano a pieno regime riporterà
in fabbrica circa 1500 lavoratori sugli attuali 2000 (molti di questi andranno in pensione di qui al 2025), per i quali dovranno essere garantiti in questa fase di transizione gli ammortizzatori sociali adeguati. Altro fattore chiave per Piombino è l'avvio promesso, nel 2019, degli smantellamenti dei vecchi impianti con la costruzione dei nuovi, meno impattanti, lontano dal centro abitato. "Jindal si impegna a produrre acciaio costruendo due forni elettrici per una produzione di almeno due milioni di tonnellate - ha spiegato il presidente della Regione Enrico Rossi - Una cosa mai vista e fatta a Piombino". La città, dunque, ritrova un interlocutore industriale credibile. Al tempo stesso Jindal vede Piombino come un hub per entrare nel mercato dell'acciaio europeo dopo esser stato il grande sconfitto della gara per l'Ilva di Taranto, passata nelle mani del rivale indiano Mittal.
In una fase in cui la ripartenza dell'impianto pugliese vacilla, nonostante i segnali di distensione delle ultime ore, Piombino ha una proprietà siderurgica già pronta a investire, puntando in primo luogo nella riattivazione dei laminatoi. Gli indiani realizzeranno davvero i forni elettrici annunciati per la seconda fase del piano? Nessuno può scommetterci, ma in particolare nel caso di una mancata ripartenza di Taranto la convenienza per Jindal sarebbe enorme. Jsw potrebbe puntare sul porto di Piombino per commerciare i prodotti in tutta Europa.







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