LEGGI NEWS

-

23-07-2018

Roma, protesta autodemolitori.

La Repubblica - 23 Luglio 2018


Continuano le proteste degli autodemolitori, ormai da venerdì in presidio permanente davanti agli uffici della Regione Lazio che si affacciano su via Cristoforo Colombo.

"C'è chiusura totale da parte dell'amministrazione 5 stelle, oggi ci è stato comunicato che non ci verrà concessa alcuna proroga, stanno lasciando 2500 famiglie senza lavoro", spiega Irene Bucci, titolare della Romana demolizioni su via di Pietralata.

Il caos con gli autodemolitori è iniziato lo scorso 30 giugno, allo scadere della deroga concessa lo scorso anno dall'amministrazione comunale alle oltre 100 strutture che operano sul territorio di Roma.

"E' un mese che non possiamo accettare auto da rottamare, continua Bucci, e a Roma ce ne sono una media di 200, 300 al giorno. Questo sta portando non solo disagi ai cittadini e alla nostra categoria, ma anche a tutte le aziende che lavorano nello smaltimento dei materiali che noi trattiamo". Lo scorso anno l'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari aveva concesso la deroga a patto che gli esercizi effettuassero alcuni interventi di adeguamento per mettersi in regola.

"Noi lo abbiamo fatto a nostre spese, continua Bucci, poi a marzo di quest'anno ci è stato comunicato che entro il 12 aprile dovevamo consegnare un progetto definitivo di messa a norma dell'attività. Tempi impossibili, considerando che per la maggior parte di noi si tratterebbe di un progetto definitivo su un'area provvisoria, un controsenso, e infatti abbiamo fatto ricorso al Tar vincendolo". Tra di loro anche i 17 autodemolitori nel parco di Centocelle, cui è stata revocata l'autorizzazione a inizio luglio perché nella loro area sono presenti vincoli archeologici e paesaggistici previsti sull'area che non consentono alcun adeguamento ambientale: attività che però, al momento, non possono essere spostate in mancanza di luoghi adatti ad accoglierle. Una questione paradossale, quella delle delocalizzazioni, che va avanti dal 1997, quando venne stabilito che gli "sfasci" sarebbero dovuti spostarsi fuori dal Raccordo Anulare.

Tuttavia, nonostante mappature e tavoli tra Comune e Regione non si è mai arrivati all'individuazione di aree idonee e libere per il trasferimento. Il compito spetterebbe al Comune di Roma, ma una settimana fa l'assessora all'ambiente Pinuccia Montanari ha invocato l'aiuto della Regione per individuare e mettere effettivamente a disposizione nuove aree di ricollocazione degli impianti. "La Regione non ha alcun ruolo nei processi autorizzativi e nella delocalizzazione delle attività di autodemolizione", ha puntualizzato l'assessore regionale Massimiliano Valeriani. L'unica strada percorribile sembra quella di un'altra proroga alle autorizzazioni da parte del Comune, in attesa che un nuovo piano di delocalizzazione venga redatto dalla Regione. Ma i grillini non fanno dietrofront e la protesta continua. 







« torna a tutte le news




ACCESSO FORNITORI  

Desideri un account? Registrati da qui

This website uses cookies to ensure the best experience on our website. By continuing to use our website you agree to this according to Cookies Policy      OK